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Langhe e Canelli

Langhe e Canelli

Partenza per qualche giorno di ricarica enologica ma soprattutto, si spera, spirituale.

La prima tappa obbligata è a Masio (AL) al Tabarin dove Enrico gestisce un piccolo bar di paese che, al contrario delle aspettative generali, paesano non è, per la qualità del buon bere proposta.

Dopo un cocktail piccante al punto giusto (vodka botanical, salsa piccante tailandese e scorza di limone), si fa tappa per pranzo da una coppia di suoi amici, Sebastiano e Stefania, nel paese vicino. Unici clienti, vista anche l’ora, ma ben accolti.

Simpatica ed espansiva Stefania, sa ben fare il suo mestiere, con il concreto supporto in cucina del cuoco Sebastiano.

Abbiamo raccontato loro qualche aneddoto di come abbiamo conosciuto Enrico in Portogallo e discusso su come abbiamo vissuto il lockdown, in attesa di una tartare da urlo (tartare di salsiccia di Bra con crema di burrata fresca), ben accompagnata dal loro vitello tonnato, dai tajarin con polvere di capperi ed acciughe …. Gesù Santo che delizia!

Questo ristorante sarà la seconda tappa fissa in zona, dopo il Bar Tabarin.

Continuazione verso Monforte d’Alba, agriturismo Cà Brusà: poche stanze sopra, ottimo ristorante sotto, gestione familiare per un’azienda vitivinicola che sa accogliere con grande entusiasmo, semplicità e professionalità i turisti.

Bravo Diego, in cantina lavora proprio bene, mentre la moglie Rita spiazza tutti in cucina!

La cena di sabato, a menù fisso e abbondante, è stata veramente una bella sorpresa: quattro antipasti, due primi, due secondi, assaggi di dolci e non sono uscita rotololando, forse perché i tempi di attesa erano calibrati per fare il giusto posto nello stomaco.

La sera dopo Rita e Diego sono di riposo ed abbiamo ben ripiegato sull’Osteria Càtari, sempre a Monforte d’Alba: peccato non ci fosse posto fuori, ma il posto merita sicuramente un secondo passaggio per l’ottima qualità dei piatti provati.

Mi hanno colpito in particolare i tajarin con scorzone nero, un piatto con ingredienti semplici (uova, farina, burro e tartufo) ma miscelati da Dio…un piatto da urlo.

Salutate le Langhe, abbiamo raggiunto amici a Canelli, patria del Moscato d’Asti e della Barbera d’Asti.

Con questo viaggio, come solito, ho ben rifornito la mia cantina, in particolare di nebbiolo e barbera.

Una lode all’azienda agricola Marco Capra: queste sono le visite in azienda che piacciono a me.

Marco ci ha fatto assaggiare tutti i suoi vini, accompagnando la degustazione con note tecniche di campo (ahia, tempo di oidio o mal bianco! era appena tornato dal trattamento per combattere uno dei due classici patogeni fungini della vite…insieme alla peronospora) e di cantina.

Soprattutto è stata l’occasione conoscere la storia di Marco e della sua azienda, fino ad arrivare a quella che è adesso: una solida azienda a due passi da Canelli, che vende vini in tutto il mondo ma non ha perso l’anima semplice, concreta e creativa.

Ho davvero apprezzato i suoi vini ma mi berrò con calma tutti i suoi vini anche a casa, avendo tempo per cogliere le sfumature in degustazione.

Le etichette e la tombola vinicola sono le chicche artistiche che mi hanno colpito ma soprattutto mi rimane sicuramente nel cuore la lunga chiaccherata con Marco. Torniamo a trovarti!

 

Ristorante Sebastiano e Stefania, Felizzano (AL) : Sebastiano e Stefania

Agriturismo Cà Brusà, Monforte d’Alba (CN): Cà Brusà

Osteria dei Càtari: Osteria dei Càtari

Marco Capra vini, Santo Stefano Belbo (CN): Marco Capra Vini