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in boca al lupo

in boca al lupo

Dopo quasi due mesi di assenza di piogge finalmente una perturbazione lambisce il nord Italia, proprio quando decido di ripartire con i miei tour per aziende e vigneti!

Un tempo da lupi.

Poco male, la compagnia è ottima e gli obiettivi di degustazione e shopping sono stati raggiunti.

Prima tappa alle Tenute Guardasole dove Marco mi ha guidato tra coccinelle, vigneti ed assaggi in cantina con un gran sorriso pieno di calore.

L’azienda è a Grignasco (NO) e si compone di tre appezzamenti per un totale di circa due ettari in piena zona di produzione del Boca DOC, dove si coltivano nebbiolo e vespolina. Tra le colline si scorgono diversi piccoli edifici rurali ad un piano, dei casotti a servizio del lavoro nei vigneti e, all’occorrenza, punti di ristoro per i lavoratori assetati. Il casotto di Marco non fa eccezione ed è anche un ricovero per le numerose coccinelle che popolano i vigneti, condotti con metodo biologico.

Faticosa la vita dell’agricoltore biologico, soprattutto per chi, come Marco, le prova tutte per liberarsi delle invasioni di fitofagi stranieri.

Sorrido all’idea di lui che all’alba parte per il vigneto armato di un aspirapolvere per eliminare la maledetta Popilia japonica, coleottero infestante defogliatore, per la quale c’è poco da fare se non far passare il picco della gaussiana, sperando non rada al suolo tutte le vigne!

E me lo immagino a schiacciare le nottue, larve di lepidotteri, che in questi giorni dal terreno risalgono i tralci di vite per andare a cibarsi dei germogli basali, azzoppando così la produzione di uva e quindi di vino.

La vite è connessa al cuore di chi la coltiva. Ho sempre sentito dire che “il cane assomiglia al padrone” ma, come dice Marco parlando del Pio Decimo 2019, anche il vino rispecchia l’animo di chi lo produce.

“L’annata di questo vino non mi rappresenta” dice facendocelo degustare; un anno molto sofferto emotivamente per Marco e la sua famiglia ed il vino ne è lo specchio.

Abbiamo poi assaggiato diverse annate di Piodecimo (bottiglia 2019, botte 2020, acciaio 2021), nebbiolo in purezza, il Virgilio (botte 2020) con le sue nette note floreali e speziate (vespolina e nebbiolo da vigne vecchie) ed alcune annate di Boca DOC (bottiglia 2018, botte 2020), il “vino di punta” dell’azienda che colpisce per stile ed eleganza, ove profumi di sottobosco, fiori appassati e soprattutto arancia rossa colpiscono al naso e persistono con gran nitidezza in bocca.

Insomma, aspetto con ansia che Marco imbottigli le annate assaggiate in cantina!

Pausa pranzo alla  Taverna Dal Borton dove abbiamo provato un’ottima vespolina in purezza, fresca e floreale (Villa Horta dell’azienda Cantalupo) e via verso la prossima tappa, all’ Az. Agr. Tiziano Mazzoni a Cavaglio d’Agogna (NO).

Gilles Mazzoni non perde tempo e riempe i bicchieri per la degustazione, poi ci vizia con un assaggio di salami fatti in zona.

Pur essendo sazi del pranzo abbiamo assaggiato con gioia e gusto il salame stagionato nello strutto e quello più saporito, grazie al peperone ed alla paprika nella pasta.

Mi hanno colpito il  Colline Novaresi Nebbiolo DOC Del Monteregio” 2019 (note di frutta rossa ed erbacee, fresco e sapido) ed il Ghemme DOCG “Dei Mazzoni” 2017 (note di ciliegia, prugna, spezie dolci, tabacco, sottobosco e terra, tannini setosi e di grande bevibilità).

Se fate una capatina in cantina, non spaventatevi per gli affreschi alle pareti; tra le immagini inquietanti c’è anche un giudice severo che controlla quanto vino avete bevuto….occhio!