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glu-glu-glu

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Avete bisogno di pulire la testa dalle quisquilie?

Il week-end nei Colli Euganei è la cura ideale a base di immersioni prolungate in acque termali e di ottimi ristoranti.

Come dice Marziale? “In thermas fugio, sonat ad aures. Piscinam peto: non licet natare”.

Non fatevi ingannare dal peto in piscina!

Letteralmente “Fuggo alle terme, risuona alle mie orecchie. Vado in piscina: non mi è permesso nuotare“.

Interpretazione personale: se qualcuno o qualcosa ti disturba, vai a farti una nuotata nelle acque termali e riempiti di glu-glu-glu le orecchie!

 

Per iniziare ad alleggerire in weekend, pranzo in un’ottima trattoria nelle campagne vicentine, a due passi dai Colli Euganei, popolata da cacciatori, lavoratori di passaggio, pensionati in giro a godersi la vita.

La “Trattoria Culatta” a Montegalda ci ha deliziati con piatti ispirati alla tradizione culinaria veneta ed alle origini sarde del titolare: linguine di pasta fresca con baccalà e bottarga, baccalà alla vicentina con contorni di verdure (erbette, fagioli, patate e funghi), il tutto accompagnato da un buon Tai rosato.

Dopo tale pranzo luculliano siamo rotolati satolli e beati verso Galzignano Terme, dove le acque termali hanno dato il colpo di grazia ad ogni scampolo di iperattività della settimana.

In attesa della cena l’esperto barman dell’hotel, Salvatore, mi ha servito un signor gintonic a base di Monkey 47, con stecca di vaniglia, foglie di lavanda, spruzzata di buccia di pompelmo, ma ahimé senza la sua tonica preferita, la 1724, introvabile da queste parti. Altro che aperitivo di benvenuto del’hotel a base di prosecchino!

La seconda sera ho lasciato scegliere a lui il cocktail, dando solo un paio di spunti: ho provato un boulevardier, una variante del Negroni, con whisky, Campari, Vermouth, versione straight up (senza cubetti di ghiaccio), con una ciliegia sotto spirito sul fondo. Impattante e deciso: il bourbon whisky, con le sue note torbate, ammanta la bocca senza schiacciare le noti dolci e amare del campari e del vermouth.

Chiacchierando con Salvatore mi è venuta voglia di fare il corso per diventare barlady…magari un giorno….mi ci vedreste?

Tra una lessatura ed un’altra nelle acque termali, abbiamo girovagato per le colline euganee, cariche di colori autunnali, fino ad arrivare a Cinto Euganeo all’azienda Ca’ Lustra. Siamo stati accolti al bancone Anna e Linda, giovani, entusiaste ed appassionate.

Linda, la figlia, ci ha servito diversi assaggi dei loro ottimi vini, tra i quali mi hanno colpito positivamente:

‘A Cengia, a base di moscato bianco;

Le cerese 2018, merlot “base” che base non è, intenso e fruttato, ove spicca  (pensa un po’!) la ciliegia;

Sassonero 2017, merlot più concentrato e strutturato, complesso e persistente;

Girapoggio 2016 e 2012,  cabernet di razza, fini, eleganti, setosi e persistenti;

Nero Musqué, Moscato nero coltivato in terra siciliana, intenso ed ampio elisir da meditazione, con note di frutti e spezie che avvolgono e persistono a lungo;

Cinto Alto 2017, un merlot da urlo. Non scherzo, mi ha fatto venire le lacrime agli occhi;  niente descrizioni da sommelier questa volta, solo pura emozione. Non (ancora) in vendita…..e ti credo! Un gioiello così lo devi tenere in cassaforte!

Mi ha piacevolmente colpito anche la politica aziendale di mettere in vendita le loro prove d’autore: poche bottiglie prodotte, di blend ed annate diverse, frutto delle personali sperimentazioni riuscite, a disposizione degli amanti e curiosi bevitori di vino.

Bravi, che servizio, che entusiasmo, che qualità!

Segnalo, in zona, la “Trattoria Da Nicola ” a Montegrotto Terme, dove ho provato un buon risotto all’aglio nero con gamberi e burrata, tartare di gamberi e fiori di zucchina ripieni di asiago e ricotta.

Allora, pronto il costumino?