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in barba al nido

in barba al nido

Barba di frate, barba di cappuccino, barba di Negus, roscani, senape dei monaci, lischi, rospici, riscoli, arescani e barrilla: tanti nomi comuni per gli agretti, una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiaceae (la stessa degli spinaci) con foglioline sottili ed allungate, somiglianti all’erba cipollina e alle lunghe barbe dei cappuccini.

La Salsola soda (nomen omen) cresce su terreni salmastri, è ricca in carbonato di sodio, sali minerali, vitamine; il suo retrogusto lievemente acre e la consistenza succosa la rendono particolarmente appetibile.

Il modo migliore per gustare la barba di frate è quello di cuocerla al vapore, tenendola un po’ fragrante e consumarla con olio e limone; oppure farla saltare in padella con olio, aglio e qualche acciuga.

Ma che barba!

Non fate i soliti roscani!

Cogliete qualche lischio con una ricetta più creativa!

Gli aruspici prevedono rospici e barrilla per un anno di meraviglia!

Pulire la barba di frate tagliando le radici e la parte dura del fusto.
Lavarla e scolarla, metterla in una padella con olio e aglio a piacere, farla cuocere finché diventa morbide mantenendo però la fragranza.
Disporla su una teglia a mo’ di nido; nel mezzo mettere un uovo, un po’ di formaggio grattugiato e pepe a piacere.
Infornare per circa 10 minuti a 190°C.