Pesci fuor…di vino
Nel 2024 il tema della serata è stato l’elemento aria (la rosa dei venti e i vini ad essi abbinati) (leggi qui Che fico il lago); nel 2025 è stato l’elemento terra, con un viaggio enogastronomico lungo le strade consolari romane.
“Pesci fuor… di vino” è stata l’edizione di quest’anno, legata all’elemento acqua, nella quale abbiamo sempre sguazzato sia io, come nuotatrice agonistica, sia Valerio, apneista e subacqueo, amante del mare e delle creature che lo abitano.
Valerio ha scelto cinque pesci che ha incontrato nelle sue immersioni, ne ha descritto le caratteristiche vitali e ha raccontato l’incontro con essi durante le discese in apnea.
Le emozioni che i suoi racconti hanno suscitato in me sono state fonte d’ispirazione per la scelta dei vini: ho selezionato etichette estere poco note, così da rimanere fedele al tema del “sentirsi un pesce fuor d’acqua…” nel mare magnum di proposte enologiche, associandole alle emozioni che i singoli pesci hanno suscitato in Valerio e in me.
Pesce: la donzella
Per Valerio è la compagna fidata di qualsiasi immersione: vederla nuotare trasmette un senso di spensieratezza. «È come vedere un bambino giocare, senza pensieri e senza preoccupazioni.»
Vino: Crémant de Loire Brut 2020 – Domaine de Montgilet
Uno spumante della Valle della Loira (Anjou), a base di Chenin, Chardonnay e Cabernet Franc, pieno di freschezza, allegro e gioviale, perfetto per spezzare il ghiaccio della serata e iniziare l’immersione nei sensi.
Pesce: il ghiozzo o bavosa
Il ghiozzo è il primo pesce che Valerio ha iniziato a osservare nel mare quando, da piccolo, passava ore e ore a sguazzare tra gli scogli in acqua bassa. «Se non lo cerchi non lo noti, ma quando lo trovi rimarresti ad osservarlo per ore. È il pesce che incontri quando impari a guardare davvero.»
Vino: Les Jardins Philosophiques 2019 – Château Bouscassé
Vino proveniente dal Sud-Ovest della Francia (Pacherenc du Vic-Bilh Sec AOP), a base di Petit Courbu e Gros Manseng. È fresco e vivace, con note di fiori di campo e frutti esotici; elegante, cremoso e persistente, con una struttura che lo rende quasi meditativo. Un vino soave, setoso e intensamente aromatico: l’immersione sensoriale comincia a focalizzarsi sui particolari. È il vino che incontri quando cominci a degustare davvero.
Pesce: la corvina
Per incontrare la corvina bisogna spingersi in profondità. Così Valerio ci conduce in una meditazione-immersione guidata, ad occhi chiusi, alla ricerca della corvina che nuota tra gli scogli. Quando la si incontra si rimane in silenzioso rispetto, ammirandone la sobrietà e l’eleganza; si percepiscono grande equilibrio e nessuna tensione. «È un incontro che rallenta il battito cardiaco e invita al rispetto.»
Vino: Émotion Rosé 2025 – Domaine des Masques
Rosé della Provenza a base di Grenache Noir e Syrah, è in perfetto equilibrio tra freschezza, energia e finezza. Vibrante e salino al palato, con note di agrumi e pesca e sfumature di erbe aromatiche. Un vino profondo, da degustare senza fretta e senza preconcetti, abbassando i toni, rallentando i pensieri e ascoltando il proprio battito.
Pesce: la cernia
La cernia è la regina del mare, maestosa e mai goffa nei movimenti. L’incontro con la cernia è sempre un momento importante, non capita per caso. «Lo devi volere tu e, soprattutto, lo deve volere lei. È un pesce che ti aspetta nel suo spazio, fermo, consapevole. Quando la incontri in profondità ti fa sentire piccolissimo, un vero e proprio ospite a casa sua.»
Vino: Lion Agiorgitiko 2020 – Giannikos Winery
Vino a base di Agiorgitiko, vitigno principe del Peloponneso, soprannominato “Sangue di Ercole”. Secondo la leggenda, quando Ercole sconfisse il leone di Nemea, le viti si macchiarono del sangue dell’animale, conferendo al vino il suo caratteristico colore intenso. I vini greci non sono facili da trovare: bisogna cercarli. E quando li scopri ti accorgi di quanto piccolo sia il nostro sapere enologico. Un rosso corposo, con ricche note di cioccolato fondente e ribes nero, tannini raffinati e una freschezza persistente.
Pesce: il pesce civetta
«Sebbene, a una prima impressione, possa sembrare un pesce di poco conto e anche abbastanza bruttino, ha una particolarità. Non appena vi avvicinerete, lui non scapperà. Si adagerà sul fondo e aprirà le sue due pinne ventrali. Queste pinne, rotonde, enormi e piene di sfumature azzurre, vi faranno rimanere perplessi. Inizierete a chiedervi che strana creatura sia mai quella. Una creatura che nuota spesso in coppia, con movimenti della coda ampi e regolari, quasi sculettando. Un pesce che spiazza!»
Vino: Arbin Mondeuse – Le Coteau d’Albert 2024 – Domaine de l’Idylle
Uno splendido vino della Savoia a base di Mondeuse, ricco di frutti rossi e aromi speziati, con tannini eleganti e di grande piacevolezza. Solo 11,5% di alcol, tanta freschezza e vivacità: servito come ultimo vino, sorprende per energia e polposità. Chi ha detto che in degustazione il tenore alcolico debba essere per forza in salita? Serviva un vino così per riemergere dall’immersione sensoriale della serata: un elisir capace di scuotere le anime e prepararle al ritorno sulla terraferma.