a
Contact
Locations

New York
London
Berlin

Follow us
Image Alt

L’oc down?

evitate i posti affollati !
l'oc down

L’oc down?

Era nell’aria da qualche giorno…prima ci suggeriscono di evitare i posti affollati, poi ci impongono di rientrare a casa prima, come Cenerentola.

Infine chiudono le piscine, le palestre, i ristoranti: una sorta di lockdown.

Ecco, mi sento proprio in L’OC DOWN:

con la testa nascosta sott’acqua per non sentire proclami e numeri, con le piume del mio didietro in aria a fare “ciao ciao”.

Non mi resta che pazientare e ricominciare a sfornare torte, biscotti ed a cimentarmi in qualche piatto prelibato a casa, con pochi e distanziati commensali, stando attenta a non superare le 6 bocche da sfamare.

Il tutto innaffiato da buon vino.

 

RICETTINE:

I PAFFIN

Dai Muffin ai Paffin in passo è breve: la teglia per fare i muffin diventa perfetta per fare dei panini da divorare appena sfornati, delle dimensioni perfette per le fette di salame!

SFORMATINI DI MELANZANE

Tagliate a metà longitudinalmente le melanzane, ungendo la polpa con un filo d’olio ed appoggiandola sulla carta forno, fatele poi cuocere al forno a 180°C per 35′.

Lasciarle raffreddare, scavare la polpa e lasciarla scolare.

Tostare in una padella, per qualche minuto, i semi di zucca, di girasole e di sesamo.

Rosolare in un’altra padella un po’ di scalogno e uno spicchio di aglio schiacciato, aggiungere la polpa della melanzana ed i semi e lasciare insaporire.

Aggiungere un paio di cucchiaini di tahina (pasta di semi di sesamo), se ne avete, poi un trito di maggiorana, timo, coriandolo e i tuorli d’uovo (4 tuorli per ogni melanzana), amalgamare il tutto. Se avete delle cocotte, alternate polpa di melanzana a fettine di scamorza fino a riempirle. In alternativa, formate dei cilindri disponendo il composto in stampi ad anello di circa 6 cm di diametro, direttamente su una teglia coperta con carta forno, appoggiate le fette di scamorza e per ultimo sfilare gli stampi. Infornate a 200°C per 5′-10′ e servite, guarnendo con la buccia di melanzana tagliata a striscioline.

VERDURE E SALVIA AL FORNO

Qualsiasi sia la verdura che volete cuocere, al forno viene meglio che in padella.

Se poi ci aggiungete un po’ di foglie di salvia con un pezzetto di formaggio, il risultato è super: la salvia risulta croccante e il formaggio la rende ancora più golosa.

E per finire LE CROSTATE

Mai banali, sempre diverse, a seconda di quello che produce il frutteto o, più in generale, la stagione: melograno oppure pere e cioccolato.

E con la pasta avanzata….i soliti biscotti di frolla (Cuori di pietra)!

 

VINI:

Prosecco DOCG Asolo Vecchie Uve 2016Azienda Agricola Bele Casel

Non il solito prosecchino, bensì una signora bottiglia a base di uve “minori” quali la rabbiosa, la marzemina bianca, la perera, la bianchetta trevigiana, oltre che la ben nota glera, provenienti da vigne vecchie. Ne risulta uno spumante senza residuo zuccherino, complesso al naso, con una deliziosa bevibilità.

Oltrepo’ Pavese DOC Pinot Nero Giorgio Odero 2014 Frecciarossa Srl Società Agricola

Un buon pinot nero, intenso ed abbastanza complesso al naso, ricco di piccoli frutti e note di vaniglia che in bocca risulta avvolgente, elegante, con tannini morbidi.

Sudtirol DOC Sauvignon 2017 e Blauburgunder  2016 –  Azienda agricola Falkenstein

Un amico ha portato due bottiglie di quest’azienda, che rientra immediatamente nella lista “aziende da andare a visitare”.

Il sauvignon colpisce per le note di pompelmo e sambuco, per la sapidità e freschezza; il pinot nero per le note di frutta rossa, ciliegia e per i tannini fini.
Vini eleganti, minerali, che ho apprezzato fugacemente e che meritano un secondo assaggio.

Rossese di Dolceacqua DOC Curli 2018 Azienda agricola Maccario Dringenberg

Un vitigno ligure, poco conosciuto ai più, che dà un vino rubino molto denso, dal naso intenso e complesso con note di frutti rossi, spezie e macchia mediterranea, in bocca fresco, equilibrato, sapido e persistente.

 

Foto della raccolta delle olive: Sara Vassalli (su Facebook e su Instagram)

Foto dell’OCa a testa in giù: Gisèle Brioschi