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Ma che fatica!

Ma che fatica!

Coltivare la vite e fare vino sono attività profondamente impegnative, sotto ogni punto di vista.
L’unico modo per rendere sostenibile questa fatica è lavorare la vigna con cura, passione e sensibilità, sperando che le incognite meteorologiche e fitosanitarie non siano troppo avverse.

E quando invece lo sono, occorre fermarsi, tirare un profondo respiro, attingere a quell’energia che solo chi ha i piedi ben piantati a terra riesce a percepire e guardare avanti, con fiducia nella vita e nella vite.
Lo sanno bene Luciano e Gabriella di @ledriadislowfarm, che da dodici anni coltivano con dedizione questo fazzoletto di terra vitata in forte pendenza, circondato dal bosco e raggiungibile solo percorrendo a piedi una strada sterrata e impervia.

Conosco bene la loro storia, i loro vini e le difficoltà che affrontano ogni giorno come vignaioli.

Per questo sapevo che praticare yoga qui, tra i filari di Merlot e gli alberi da frutto, al tramonto, all’ombra della grande quercia simbolo dell’azienda, sarebbe stata un’esperienza speciale.
I colori del tramonto, il paesaggio incantevole, il racconto appassionato e profondo di Luciano, l’accoglienza calorosa di Gabriella e i suoi piatti genuini hanno reso questa serata ancora più preziosa.
Praticare yoga qui, a contatto con l’erba che, al calare della sera, libera umidità come se respirasse insieme a noi, è stato profondamente rilassante ed energizzante allo stesso tempo.
Mentre il nostro respiro si armonizzava con il suono dei campanacci delle vacche al pascolo poco lontano e con il cinguettio degli uccelli tra gli alberi, abbiamo ascoltato il nostro corpo e le nostre sensazioni.

E, per usare una frase che Elena (@borsarossayoga) ha recentemente condiviso e che continua a risuonare profondamente dentro di me, abbiamo praticato per “cercare vie di ingresso, non di uscita. Abbiamo praticato per raggiungerci, smettendo di scappare, integrando anche le ombre.
In quel momento sembrava quasi che anche le viti sussurrassero: ‘la fatica percorre molte strade, ma sa dare buoni frutti, a patto di non fuggire, di accettare anche le buche del cammino, i capitomboli e i momenti più bui’.
La cena vegetariana preparata con cura da Gabriella e la degustazione dei vini hanno completato magnificamente l’esperienza.
Anche i colori dei vini sembravano dialogare con le sfumature del cielo al tramonto: il rosa luminoso del vibrante e sapido Rosa fresca aulentissima, il giallo dorato del succoso e avvolgente Tilamóre, il viola intenso, quasi color mora matura, del Barlinèt. Un dialogo silenzioso tra terra, luce e vino che ha reso ancora più intensa ed intima la serata.
Sono profondamente grata a Luciano, Gabriella, Elena e a tutti i partecipanti per aver condiviso questo momento.

È stata un’esperienza autentica, capace di nutrire il corpo, la mente e lo spirito.

Una di quelle serate che ricordano come il benessere nasca dall’incontro tra persone, natura e gesti semplici, e come la fatica, quando è vissuta con consapevolezza e amore, possa trasformarsi in bellezza, relazione e gratitudine.